Il Paese delle mezze cose.

L’Italia è quel paese in cui ci sono due personaggi influenti su due sponde differenti. Entrambi intavolano discorsi, tracciano disegni di ideologie, costruiscono forze politiche attaccando e smantellando tutto quello che l’avversario sostiene. Si prendono tre, quattro argomenti ideali e sociali e li si utilizzano come stoffa per un vestito che, alla fine dei conti, a qualcuno andrà comunque troppo stretto. Si avrà sempre e comunque qualcosa da ridire su quel vestito: troppo corto, troppo colorato, troppo poco elegante. Il problema grave dell’Italia, però, non sono i due personaggi influenti sui lati opposti delle sponde: il vero disagio italiano, sono proprio gli italiani. Noi italiani siamo quelli facili da manipolare, plasmare, siamo come argilla da modellare ad immagine e somiglianza del partito che ci seduce pur di farci andare dalla sua parte, senza renderci conto che quel partito si venderebbe la madre, pur di avere consensi. Il personaggio influente italiano è abilissimo nel costruire discorsi che,però, non troveranno mai una reale applicazione pratica, poichè ciò a cui aspira è il potere da esercitare su un gregge di pecorelle ottuse, mica il benessere e la dignità di chi popola il paese di cui vuol diventare portavoce. E da eccellente oratore, opera sempre nello stesso modo: apparecchia la mente dell’italiano medio come una tavola, sistemando un’idea a destra, un’altra a sinistra, un odio incontrollato ed ingiustificato che non può certo sedersi vicino all’essere un individuo civile, un po’ come lo smartphone che non deve stare sulla tavola accanto al piattino del pane (che poi diciamocelo, il bon ton a tavola è attivo e presente nello stesso modo in cui lo è il cervello di Alfano). Si pianta, quindi, nel cervello malleabile dell’italiano medio un semino che rappresenta il pensiero di quel personaggio influente, il quale, semplicemente parlando ed utilizzando specifiche terminologie la cui natura semantica è oscura ai più, giostra il pensiero e le reazioni dell’italiano medio come farebbe un burattinaio esperto. Basta poco, basta un niente, e l’italiano medio grida allo scandalo. Ciò che però è realmente scandaloso, nonché aberrante, caro italiano medio, è la tua ottusa ed abissale ignoranza, grazie alla quale oggi sei dalla parte di quel personaggetto influente che sta a destra, e domani sei dalla parte di quello che sta a sinistra e che, fino al giorno prima, criticavi e beffeggiavi. L’italiano medio è come il vento che in questi giorni si sta abbattendo sulla nostra terra: rovinosamente devastante e distruttivo. E chi ne paga le conseguenze, si sa, sono sempre coloro a cui servirebbe una mano piuttosto che una voce. Ma è ben risaputo, che le vittime sono sempre gli innocenti, mai i carnefici.

Ray Cohen

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

– Giorgio Gaber