Una qualunque alba Napoletana

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A chi, come me, capita non di rado di rincasare a notte fonda (a volte anche all’alba) sarà capitato di sicuro di essere assaliti da una saporita sensazione di comodità, nel guardare le prime luci che spuntano timidamente alle spalle del monastero di Santa Chiara. Personalmente, non smetto mai di innamorarmi di questa città. E mi è ricapitato non molto tempo fa, proprio quando, alle cinque e trenta del mattino, rincasavo dopo un turno di lavoro in un bar in centro. Quella notte ( o forse dovrei dire quella Domenica appena divenuta mattina)  ho prestato attenzione ad una Napoli che ignoravo. Provate a passeggiare per le vie del centro storico a quell’ora del mattino, persi tra piazza Bellini e via San Sebastiano. Conoscereste una Napoli sfatta, ancora ubriaca, come una ragazza che ha ballato tutta la notte senza sosta, a piedi nudi e con le scarpe dall’altra parte della pista da ballo, col trucco sbavato ma comunque bella da morire. E’ una Napoli quasi nostalgica, sfinita dall’euforia, annebbiata dalla sicurezza di quel coraggio liquido che serve di tanto in tanto per non pensare a quei problemi che di notte ti rimboccano le coperte. E’ una Napoli che, per qualche ora, ha accantonato la smania a cercare delle risposte in un posto che tanto poi non c’è.  Diventa un’amica riservata, discreta, di quelle che ascoltano e raccolgono il fiume di parole che la lucidità troppo spesso trattiene. A quell’ora, tra i vicoli silenziosi ed i sampietrini, avvolto da un odore di dolci appena sfornati, senti che le mancanze assordanti che ti divorano da tutta la giornata, in quel preciso momento vengono a confortarti. Le senti più vicine, stringono senza fare male. Ti guidano, barcollante e privo di difese, ti accompagnano mano nella mano per tutta Spaccanapoli, e ti senti al sicuro. Inspiri il profumo che accompagnerà l’intera tipica Domenica partenopea misto all’odore della città ancora assonnata, e parlo di profumo, di quelli che ti avvolgono e sanno di casa. E per una volta tanto, lasci che sia quella sensazione a rimboccarti le coperte, a darti la buonanotte mentre fuori il mondo piano piano si sveglia.

E quando riaprirai gli occhi, ti sentirai un po’ più forte. Perchè dopotutto, svegliarsi a Napoli è un po’ come svegliarsi innamorati. Come se ci si risvegliasse accanto alla persona amata che, mentre ti strofini via la notte dagli occhi, ti guarda con un sorriso stampato su tutta la faccia e ti da il bacio che risveglia i sensi. Certo, i problemi ed i pensieri sono sempre al loro posto, forse hanno ancora il loro stesso peso, ma sono più simili ad una ferita sotto ad un cerotto che, una volta strappato via, non ti ricorderà quanto male faceva, ma soltanto che stai guarendo.

Ray Cohen

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